A Matera quattro giovani coreografi del Mediterraneo si incontrano per il progetto “Petrolio. Uomo e natura nell’era” dell’Antropocene. Al via sabato 22 la sezione “Sedimenti”

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A Matera quattro giovani coreografi del Mediterraneo si incontrano per il progetto “Petrolio. Uomo e natura nell’era” dell’Antropocene. Al via sabato 22 la sezione “Sedimenti”

Seconda settimana sulle scene per Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene, il progetto di Matera 2019 curato da Associazione Basilicata 1799 dedicato al pensiero e alle arti performative e che prende forma a Matera tra il Parco del castello Tramontano e il campus dell’Università degli Studi della Basilicata per riflettere sulle grandi questioni ambientali e sociali della contemporaneità. È la volta della sezione “Sedimenti”, a cura di Massimo Carosi. Quattro giovani e affermati coreografi selezionati lungo le sponde del Mediterraneo – Bassam Abou Diab (Libano), Yeinner Chicas (Spagna/Nicaragua), Olimpia Fortuni (Italia) e Leonardo Maietto (Italia) – mettono in dialogo pratiche, culture e linguaggi per elaborare una coreografia collettiva. Si debutta sabato 22 e domenica 23, alle ore 19.30, al Parco del castello Tramontano di Matera. L’intero progetto, dal titoloWho cares? Ecologia del dialogo, si articola in una sessione di musica live del musicista libanese Ayman Sharaf El Dine, esperto di strumenti musicali della tradizione mediorientale; quindi procede con l’esibizione dei quattro coreografi, e termina con un dj set di Stefano Zazzera. Il progetto della sezione “Sedimenti” verrà presentato venerdì 21 alle ore 18.30 presso il campus dell’Università degli Studi della Basilicata di Matera in un incontro pubblico tra il curatore Massimo Carosi e i coreografi, cui farà seguito una sessione di prove aperte al Parco del castello Tramontano. Dopo la sezione “Giacimenta” con i debutti internazionali di Maria Hassabi, Alessandro Sciarroni e Silvia Rampelli, il parco del castello materano offrirà un’altra affascinante prospettiva sulla danza e le arti performative contemporanee. «In scena prende forma un territorio immaginario del Mediterraneo, una geografia al di fuori da ogni toponomastica e etnografia possibile, che porta con sé le architetture e le tradizioni del Libano, dell’Italia e della Spagna. In questa terra di incontro l’unica merce di scambio è il dialogo tra i corpi, impegnati nella creazione di un vocabolario, danzato, suonato, fatto di gesti e azioni, incastri e conflitti per rispondere alla domanda Who cares? / A chi importa?». Il senso stesso della sezione “Sedimenti” risiede nella metafora geologica di una roccia che si sfalda in frammenti per poi ricomporsi in nuova roccia. Così diverse sensibilità e soggettività artistiche si incontrano su un terreno comune in cui il ricorso a un senso di comunità tra gli artisti viene eletto a metafora della necessità di coesione sociale per reagire alle grandi incognite ambientali, economiche e sociali dei nostri tempi. La sezione “Sedimenti” è il risultato di un lungo percorso di residenza creativa che si è snodato tra Firenze, Beirut, Ravenna e Matera, in rete con diverse importanti organizzazioni della danza internazionale: Cantieri Danza (Ravenna), Danza Urbana (Bologna), Trayectos (Saragozza, Spagna), Anghiari Dance Hub (Anghiari), Fabbrica Europa (Firenze), Ravenna Festival (Ravenna), Maqamat (Beirut, Libano) e Network Anticorpi XL. Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene è un progetto di Matera Capitale europea della cultura 2019 co-prodotto con Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Associazione Basilicata 1799, ed è realizzato con il fondo etico di BCC Basilicata in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata. È curato da Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia.

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